Una gentile lettrice, che ringrazio per l'apprezzamento che rivolge al mio libro, mi chiede se le società
che possono redigere il bilancio in forma abbreviata sono in qualche modo tenute a rinunciare a tale opportunità per Basilea 2.
E' un tema interessante che obbliga ad una doverosa premessa: la valutazione del ruolo del bilancio. Basilea 2 ha in qualche modo messo il dito sulla piaga: il bilancio è stato visto fino ad oggi, dalla quasi totalità delle PMI, come un obbligo di tipo civilistico - fiscale, non certo come uno strumento di comunicazione d'impresa. Viceversa Basilea 2 enfatizza proprio questo aspetto: il bilancio come mezzo di comunicazione verso l'esterno, verso i partner finanziari e commerciali.
In realtà questo ruolo è implicito nel bilancio e nella sua pubblicità: l'obbligo di deposito sottolinea la rilevanza che il legislatore, non solo italiano, ha voluto porre sulla funzione di comunicazione esterna del bilancio.
Questo ruolo dovrebbe essere ben chiaro a tutti, ma mentre è normale riferirsi ai bilanci delle società quotate per valutarne le prospettive e le potenzialità, sembra che il piccolo imprenditore consideri il bilancio della sua impresa come un fatto privato tra sé e il fisco... Questa dicotomia si può estremizzare quando, travalicando il limite della liceità, osserviamo da un lato che alcune aziende quotate (per fare nomi: Enron, Parmalat) addirittura hanno "abbellito" i bilanci gonfiando profitti e liquidità, dall'altro piccole imprese che con il consulente partono da un utile prederminato (...molto modesto) per poi "costruire" il conto economico. Da una parte si migliorano i bilanci, dall'altra si peggiorano...
Non è solo Basilea 2 a spingere anche le imprese minori a redigere bilanci in grado di farne apprezzare il valore e la redditività: è la straordinaria facilità con cui oggi circolano le informazioni che preme in questa direzione. Sono ormai moltissime le società che prima di "affidare" un nuovo cliente chiedono informazioni alle società che forniscono informazioni commerciali, ed il bilancio è certamente la fonte di informazioni principale da cui queste derivano i giudizi sulla solvibilità aziendale.
E' meglio che circolino informazioni positive o negative sull'impresa? Domanda retorica. Il villaggio globale ci impone di pensare al bilancio come ad un biglietto da visita dell'impresa.
Pensiamo a quanti imprenditori riportano su carta patinata la fotografia della sede aziendale. La domanda che guardando quella foto si pongono le banche (e sempre più i fornitori) è la seguente: "ma questa bella sede è pagata? Le rate del mutuo, o i canoni di leasing sono pagati regolarmente?"
Dopo questa premessa, lunga ma indispensabile, vengo alla domanda proposta. Le imprese che hanno la facoltà di redigere il bilancio in forma abbreviata sono viceversa "obbligata" da Basilea 2 a redigerlo in forma completa?
Non è una domanda peregrina, anzi. Professionalmente ho spesso esaminato bilanci assolutamente carenti dal punto di vista informativo. Basti dire che in base all'art. 2435-bis possono essere indicati nello stato patrimoniale solo il totale crediti e il totale debiti, senza alcuna indicazione dell'ammontare rispettivamente dei crediti verso clienti e dei debito verso fornitori, verso banche e verso soci. Queste stesse informazioni possono essere omesse dalla nota integrativa.
E' chiaro che queste carenze informative possono di fatto penalizzare l'impresa, in quanto se non viene spiegato cosa c’è nelle varie voci (debiti, crediti, e così via), l’importo complessivo sarà considerato tutto al più elevato livello di rischio. Nel dubbio sull’interpretazione di un dato, verrà utilizzato un criterio prudenziale e quindi sarà valutato, diciamo così, nel modo peggiore.
Da qui l'importanza di fornire bilanci completi e trasparenti. Poiché sempre più le banche tenderanno a considerare solo i dati ufficiali (scordiamoci il "bilancino" fatto ad hoc per la banca…) è chiaro che il bilancio depositato dovrà essere il più completo possibile in tutte le sue parti (stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa).
Concludendo, Basilea 2 non elimina la possibilità per l'impresa di fruire della possibilità offerta dall'art. 2435-bis di redigere il bilancio in forma abbreviata, tuttavia l'impresa deve essere ben conscia del rapporto benefici-costi di una tale scelta. Il mio parere è che il vecchio metodo del "meno si capisce, meglio è" oggi non paghi più.
Se l'impresa vuole instaurare un costruttivo rapporto di fiducia con i suoi partner finanziari deve fornire, anche attraverso il bilancio ufficiale, tutte le informazioni necessarie perchè possa esserne compiutamente apprezzato il business.
