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12 gennaio 2007

Prepararsi a Basilea 2

Una domanda ricorrente è "cosa significa prepararsi a Basilea 2". E' una domanda che spesso mi viene posta, ogni volta con connotazioni diverse. Mi ha colpito per esempio il modo molto diretto in cui la questione mi è posta da una "piccola imprenditrice" che mi chiede: "Mi potreste spiegare meglio in cosa bisogna prepararsi meglio? Ovvero le PMI devono sostenere ulteriori costi assumendo un risk manager? E che aiuto ne avrebbero?"
Gentile signora, le rispondo volentieri e lo faccio da queste pagine per l'evidente interesse generale del suo quesito, ben conscio, peraltro, che si potrebbero scrivere dei volumi sull'argomento, se si volesse approfondire ogni aspetto.

Tuttavia, molto sinteticamente, prepararsi a Basilea 2 significa:
1) preparare l'impresa ad un rapporto più trasparente con la banca e
2) prepararsi a gestire il profilo di rischio dell'impresa.
Questi concetti hanno riflessi e implicazioni molto diverse secondo la dimensione aziendale.
In ultima analisi, poi, dal punto di vista dell'impresa le misure concretamente da prendere sono funzione dei costi / benefici attesi. Se serve o no il risk manager (per rispondere ad una parte della sua domanda), o un direttore finanziario, o un consulente specializzato, o un software specifico, dipende dalla dimensione dell'impresa, dal suo costo e dai benefici attesi.
In estrema sintesi: con Basilea 2 costi e misura del finanziamento bancario saranno funzione del profilo di rischio dell'impresa. Il profilo di rischio è misurato con riferimento a dati quantitativi (ratios di bilancio) e qualitativi (andamentali: l'andamento dei rapporti con la singola banca e con il sistema creditizio nel suo complesso; qualitativi in senso stretto: management, prodotti, mercato, organizzazione, rischio operativo ecc.ecc.). L'importanza attribuita al singolo dato dipenda dallo specifico sistema di rating di ogni banca (ma non molto) e dalla dimensione aziendale.
Per esemplificare il discorso iniziale, mi limito ad un unico esempio concreto. Nella valutazione di una piccola impresa,  le banche mediamente daranno molta importanza all'andamentale e alla CR (per andamentale si intende l'andamento del rapporto diretto tra l'istituto e il cliente, valutato sulla base di vari fattori quali modalità di utilizzo degli affidamenti, rapporto utilizzi/affidamenti, frequenza e dimensione degli sconfini, percentuale di insoluti, ecc. ecc.; per CR si intende il flusso di dati di ritorno dalla "Centrale dei Rischi", database gestito da Banca d'Italia cui le banche sono obbligate a fornire mensilmente informazioni sui fidi concessi e sul loro utilizzo e di rimando hanno la situazione complessiva dell'andamento dei rapporti del cliente con tutto il sistema creditizio). Come accennato, la valutazione di questi dati è una componente importante del giudizio sul profilo di rischio di un'impresa, soprattutto per quelle di minore dimensione.
Ecco quindi l'importanza di gestire con attenzione il rapporto con le banche, di evitare gli sconfini e gli insoluti, di dimensionare gli affidamenti sulla base dei bisogni effettivi e prospettici, anticipando le future necessità adeguando i fidi per tempo. E ovviamente le richieste di affidamento vanno motivate. Ecco quindi la necessità di pianificare il futuro e di comunicare correttamente con la banca informandola dei propri progetti.
Da queste brevi riflessioni, centrate peraltro su un singolo e limitato aspetto del profilo di rischio (uno dei dati qualitativi), rilevante comunque per le imprese minori, emerge l'importanza della pianificazione finanziaria e della comunicazione. Se da un serio esame risulta all'imprenditore che questi aspetti non sono oggi gestiti al meglio, prepararsi a Basilea 2 significa prendere una decisione meditata, in base, come dicevo sopra ai costi /benefici. Strumenti informatici (gestione della tesoreria, strumenti di pianificazione finanziaria, di controllo di gestione), competenze professionali (interne o esterne) hanno un costo. I benefici non saranno limitati peraltro al minor costo del denaro e alla maggior facilità di accesso al credito: molto spesso la razionalizzazione dei processi connessa all'utilizzo di questi strumenti e competenze comporta anche importanti benefici in termini gestionali.
E' chiaro che la risposta concreta dipende non solo dalla dimensione aziendale (che può portare alla scelta di strumenti diversi e all'acquisizione di competenze diverse) ma anche dal ruolo più o meno rilevante che il credito bancario riveste per l'impresa: un'impresa ben capitalizzata ha poco bisogno delle banche e quindi potrà fare spallucce, ugualmente un'impresa con una forte redditività potrà disinteressarsi ad un'eventuale maggior costo del denaro... tuttavia, come vede, è un gatto che si morde la coda. Perchè l'impresa ben capitalizzata e con una buona redditività avrà anche un buon rating e quindi non dovrà temere da Basilea 2 nè maggiori costi nè difficoltà di accesso al credito.

Per concludere: preparare l'impresa a Basilea 2 significa attivare un processo:
- di analisi della situazione attuale (del profilo di rischio e delle modalità di comunicazione con le banche) che evidenzi le criticità su cui intervenire;
- di analisi delle soluzioni alternative (strumenti, competenze, risorse);
- di valutazione dei costi e dei benefici connessi agli interventi individuati,
- di scelte strategiche: definizione degli obiettivi, degli strumenti e dei tempi.
Ovviamente, anche la complessità di questo processo e le risorse da dedicarvi dipendono dalla dimensione aziendale e dall'importanza che il credito bancario riveste per la singola impresa.

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