Una domanda ricorrente è "cosa significa prepararsi a Basilea 2". E' una domanda che spesso mi viene posta, ogni volta con connotazioni diverse. Mi ha colpito per esempio il modo molto diretto in cui la questione mi è posta da una "piccola imprenditrice" che mi chiede: "Mi potreste spiegare meglio in cosa bisogna prepararsi meglio? Ovvero le PMI
devono sostenere ulteriori costi assumendo un risk manager? E che aiuto ne
avrebbero?"
Gentile signora, le rispondo volentieri e lo faccio da queste pagine per l'evidente interesse generale del suo quesito, ben conscio, peraltro, che si potrebbero scrivere dei volumi sull'argomento, se si volesse approfondire ogni aspetto.
Tuttavia, molto sinteticamente, prepararsi a Basilea 2 significa:
1) preparare l'impresa ad un rapporto più
trasparente con la banca e
2) prepararsi a gestire il profilo di rischio
dell'impresa.
Questi concetti hanno riflessi e implicazioni molto diverse secondo la dimensione aziendale.
In ultima analisi, poi, dal
punto di vista dell'impresa le misure concretamente da prendere sono funzione
dei costi / benefici attesi. Se serve o no il risk manager (per rispondere ad una parte della sua domanda), o un direttore finanziario, o un consulente specializzato, o un software specifico, dipende dalla dimensione dell'impresa, dal suo costo e dai benefici attesi.
In estrema sintesi: con Basilea 2 costi e misura del finanziamento bancario saranno
funzione del profilo di rischio dell'impresa. Il profilo di rischio è misurato
con riferimento a dati quantitativi (ratios di bilancio) e qualitativi
(andamentali: l'andamento dei rapporti con la singola banca e con il sistema
creditizio nel suo complesso; qualitativi in senso stretto: management, prodotti,
mercato, organizzazione, rischio operativo ecc.ecc.). L'importanza attribuita al
singolo dato dipenda dallo specifico sistema di rating di ogni banca (ma non
molto) e dalla dimensione aziendale.
Per esemplificare il discorso iniziale, mi limito ad un unico esempio concreto. Nella valutazione di una piccola impresa, le banche
mediamente daranno molta importanza all'andamentale e alla CR (per andamentale si
intende l'andamento del rapporto diretto tra l'istituto e il cliente, valutato
sulla base di vari fattori quali modalità di utilizzo degli affidamenti,
rapporto utilizzi/affidamenti, frequenza e dimensione degli sconfini,
percentuale di insoluti, ecc. ecc.; per CR si intende il flusso di dati di
ritorno dalla "Centrale dei Rischi", database gestito da Banca d'Italia cui le
banche sono obbligate a fornire mensilmente informazioni sui fidi concessi e sul
loro utilizzo e di rimando hanno la situazione complessiva dell'andamento dei
rapporti del cliente con tutto il sistema creditizio). Come accennato, la
valutazione di questi dati è una componente importante del giudizio sul profilo
di rischio di un'impresa, soprattutto per quelle di minore dimensione.
Ecco quindi l'importanza di gestire con attenzione il rapporto con le
banche, di evitare gli sconfini e gli insoluti, di dimensionare gli affidamenti
sulla base dei bisogni effettivi e prospettici, anticipando le future necessità
adeguando i fidi per tempo. E ovviamente le richieste di affidamento vanno
motivate. Ecco quindi la necessità di pianificare il futuro e di comunicare
correttamente con la banca informandola dei propri progetti.
Da queste brevi riflessioni, centrate peraltro su un singolo e limitato aspetto del
profilo di rischio (uno dei dati qualitativi),
rilevante comunque per le imprese minori, emerge l'importanza della
pianificazione finanziaria e della comunicazione. Se da un serio esame risulta
all'imprenditore che questi aspetti non sono oggi gestiti al meglio, prepararsi a
Basilea 2 significa prendere una decisione meditata, in base, come dicevo sopra
ai costi /benefici. Strumenti informatici (gestione della tesoreria, strumenti
di pianificazione finanziaria, di controllo di gestione), competenze
professionali (interne o esterne) hanno un costo. I benefici non saranno
limitati peraltro al minor costo del denaro e alla maggior facilità di accesso al
credito: molto spesso la razionalizzazione dei processi connessa all'utilizzo
di questi strumenti e competenze comporta anche importanti benefici in termini
gestionali.
E' chiaro che la risposta concreta dipende non solo dalla dimensione
aziendale (che può portare alla scelta di strumenti diversi e all'acquisizione
di competenze diverse) ma anche dal ruolo più o meno rilevante che il credito bancario riveste per l'impresa: un'impresa ben
capitalizzata ha poco bisogno delle banche e quindi potrà fare spallucce,
ugualmente un'impresa con una forte redditività potrà disinteressarsi ad un'eventuale
maggior costo del denaro... tuttavia, come vede, è un gatto che si morde la
coda. Perchè l'impresa ben capitalizzata e con una buona redditività avrà anche
un buon rating e quindi non dovrà temere da Basilea 2 nè maggiori costi nè difficoltà di accesso al credito.
Per concludere: preparare l'impresa a Basilea 2 significa attivare un processo:
- di analisi della situazione attuale (del profilo di rischio e delle modalità di comunicazione con le banche) che evidenzi le criticità su cui intervenire;
- di analisi delle soluzioni alternative (strumenti, competenze, risorse);
- di valutazione dei costi e dei benefici connessi agli interventi individuati,
- di scelte strategiche: definizione degli obiettivi, degli strumenti e dei tempi.
Ovviamente, anche la complessità di questo processo e le risorse da dedicarvi dipendono dalla dimensione aziendale e dall'importanza che il credito bancario riveste per la singola impresa.
Ottimo articolo. Mi sembra pertinente all'argomento. Tra le altre cose parla di concetti finanziari qualitativi più che quantitativi. La trasparenza delle informazioni aziendali, la rispondenza a requisiti di buona gestione, etc etc, sono molto più importanti che quelli quantitativi.
Inserirei nella valutazione anche quello del sistema di garanzia (le esterne sono prassi consolidata, purtroppo). In tutti i casi segnalo, e mi auguro che chi legge partecipi alle discussioni, di Fondo di garanzia per le PMI
Scritto da: Francesco | 15 ottobre 2007 a 20:47