Tassi fissi, tassi variabili
Ho assistito negli ultimi mesi al montare di una polemica a mio avviso fuori luogo sulla scelta adottata da molti risparmiatori, negli ultimi anni, di contrarre mutui, tipicamente il mutuo-casa, a tasso variabile. Molti giornalisti si stracciano le vesti dialogando con i rappresentanti di non meglio identificate associazioni dei consumatori, accusando le banche di aver spinto molti risparmiatori a contrarre mutui a tasso variabile, negli anni in cui i tassi erano molto bassi (fino ad un paio di anni fa, per capirci) con il risultato che oggi le rate mutuo pagate dalle famiglie sono cresciute in modo spesso insostenibile.
Non vorrei che da questi discorsi le famiglie si convincessero che oggi è preferibile stipulare mutui a tasso fisso. Premesso che ciò, a mio avviso, non è mai prudente, oggi, poi, con i tassi elevati attuali, contrarre mutui a tasso fisso è un controsenso.
Ho personalmente contratto un mutuo a tasso variabile anni fa ed oggi pago un tasso probabilmente appena più elevato di quello che pagherei se avessi contratto un mutuo a tasso fisso. Ma per anni ho risparmiato fior di soldi. E complessivamente sono ben lungi dall’averci perso. E se i tassi nel 2008 torneranno giù, com'è probabile secondo numerosi osservatori, tornerò a gudagnarci (o almeno a non perderci).
Il vero problema, semmai, è che i tassi molto bassi del recente passato, e la rata modesta che ne scaturiva a tasso variabile, hanno indotto molte famiglie a fare il passo più lungo della gamba, indebitandosi più di quello che sarebbe stato giusto fare. E qui sta certamente l’unica responsabilità delle banche:quella di non aver informato adeguatamente le controparti del rischio che avrebbero corso al rialzarsi dei tassi.
La soluzione corretta per evitare la fluttuazione della rata, non è quella di indebitarsi a tasso fisso, ma quella di ricercare un mutuo a tasso variabile e a rata fissa (ciò che cambia, al variare del tasso di riferimento, è in questo caso è la durata del mutuo: se i tassi salgono i tempi di rimborso si allungano, cioè dovrò pagare più rate, ma sempre tute dello stesso importo che ho giudicato compatibile con il mio reddito, e viceversa se i tassi scendono la durata del mutuo si accorcia: pagherò meno rate).
Per concludere, vorrei appellarmi al buon senso di coloro che fanno professionalmente informazione finanziaria, perché evitino di demonizzare il tasso variabile come troppi oggi stanno facendo: non vorrei che i consumatori decidano oggi, a tassi elevati, di indebitarsi a tasso fisso rischiando di non approfittare della discesa dei tassi oggi come accennavo largamente prevista da molti operatori.
Si tratta, lo voglio, precisare, di mie personali considerazioni e invito espressamente i lettori a non utilizzare in alcun modo le informazioni tratte da questo post e più in generale da questo sito per le proprie scelte di investimento e allocazione del risparmio. Il mio unico consiglio è, molto semplicemente, il seguente: se dovete contrarre un mutuo, aprite gli occhi, chiedete l’assistenza di un professionista serio (anzi, ascoltatene più d’uno) e fatevi fare un po’ di simulazioni di piani di ammortamento prima di decidere.
Dopo aver tanto spinto i mutui a tasso variabile quando i tassi erano bassi, non vorrei che oggi qualche furbetto spingesse i clienti a contrarre mutui a tasso fisso, con i tassi che sono ai massimi dalla nascita dell’euro (e con un’aspettativa da molti condivisa di discesa)!
Con l'occasione, buone feste a tutti!
